Tutto quello che c’è da sapere sull’ecocardiogramma

03/05/2021 by Brunella0
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Un ecocardiogramma è un esame diagnostico grazie a cui è possibile valutare e misurare la funzione dei ventricoli, degli atri e delle valvole del cuore. Per farlo, si avvale degli ultrasuoni, che sono dei suoni caratterizzati da una frequenza molto elevata che l’orecchio umano non è in grado di percepire: in questo modo è possibile visualizzare le diverse strutture anatomiche cardiache, incluse le grosse arterie quali l’arteria polmonare e l’aorta.

Per quasi tutte le patologie del cuore il color doppler, declinato nelle sue molteplici varianti, è diventato la moderna ecocardiografia che ha preso il posto di altre tecniche diagnostiche, che sono state messe da parte o perché ritenute potenzialmente dannose o perché considerate comunque più invasive: si pensi, per esempio, alla tomografia computerizzata cardiaca, alla scintigrafia miocardica o al cateterismo cardiaco, giusto per citare le più note.

L’ecocardiogramma e gli ultrasuoni

Con un ecocardiogramma, pertanto, si ha l’opportunità non solo di diagnosticare una malattia, ma anche di valutare la sua gravità e di pianificare il trattamento che ne dovrebbe conseguire. Tutto dipende dagli ultrasuoni, vale a dire una forma di energia che non causa alcun tipo di danno, perlomeno alle frequenze che vengono adottate per questo esame. Esso, pertanto, può essere ripetuto per tutte le volte che ciò è ritenuto necessario senza che vi siano delle controindicazioni in merito. Non è un caso che gli ecocardiografi siano molto diffusi negli ambulatori specialistici e negli ospedali, grazie alle loro caratteristiche di sicurezza.

Quali sono i vantaggi offerti da un ecocardiogramma

Sono numerosi i benefici che derivano dalla decisione di ricorrere a un ecocardiogramma, a iniziare dal fatto che si tratta di un esame a basso costo. Per di più, esso mette a disposizione un assortimento molto ampio di informazioni relative alla funzione e alla morfologia delle strutture cardiache. È facile capire, dunque, il motivo per il quale questa sia ormai la più diffusa tecnica di imaging cardiovascolare al mondo, anche perché può essere utilizzata perfino per le donne in gravidanza, per i bambini e per i neonati senza alcun tipo di rischio. La diagnosi delle patologie cardiache risulta, così, attendibile e semplice.

Come si svolge

Nella maggior parte dei casi per lo svolgimento di questo esame non c’è bisogno di un mezzo di contrasto, anche se a volte se ne può manifestare la necessità per ottenere delle immagini di qualità migliore. Un torace molto voluminoso o le ossa, per esempio, possono compromettere la trasmissione dalla sonda degli ultrasuoni verso le strutture cardiache, così come il percorso inverso.

Se le immagini ecocardiografiche che si ottengono non permettono di arrivare a una diagnosi precisa, si può prevedere una iniezione endovenosa di un agente di contrasto, basata su un guscio di acidi grassi che contiene delle microbolle di gas inerte. Tale sostanza viene poi espulsa dal corpo in breve tempo attraverso il respiro.

La preparazione

Per l’esame lo specialista appoggia sul torace una sonda, non prima di aver applicato sulla pelle del paziente un gel a base di acqua e Sali. Il suo compito è quella di impedire il passaggio di aria, che renderebbe impossibile il trasferimento degli ultrasuoni.

In genere il paziente non prova fastidio, a meno che non si renda necessaria una pressione più intensa sul torace. Il torace deve essere scoperto, in modo da accogliere gli elettrodi che dovranno essere collocati per avere la traccia elettrocardiografica.

Le controindicazioni

Questo esame dura più o meno 30 minuti, a meno che il riscontro di condizioni cardiache particolari non comporti la necessità di ulteriori misurazioni. Non ci sono controindicazioni di alcun genere per nessuna delle tipologie di ecocardiogramma a disposizione: la scelta dell’una o dell’altra varia in funzione delle condizioni cliniche.

Esiste, per esempio, l’ecocardiografia transesofagea, che prevede di introdurre nell’esofago una sonda. Essa viene fatta passare attraverso la bocca, ma il paziente non prova dolore in quanto è prevista l’applicazione di un anestetico locale in gola.


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