Risonanza magnetica lombare: perché farla?

15/04/2021 by Brunella0
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Ricorrere alla risonanza magnetica lombare è necessario quando si soffre di mal di schiena. Questo, infatti, è il metodo diagnostico privilegiato per quasi tutti i disturbi della colonna vertebrale, come per esempio la lombalgia. Individuare le origini del mal di schiena non è semplice, in quanto si tratta di un problema multifattoriale.

La risonanza magnetica lombo sacrale riguarda appunto la colonna lombare, che è la parte bassa della schiena. Si tratta di un esame sicuro e che non causa dolori di alcun genere; esso si basa su onde radio e un campo magnetico per generare su uno schermo delle immagini precise delle ossa e di tutte le altre strutture che compongono la colonna lombare.

Come si svolge la risonanza lombo sacrale

Per la rm rachide lombare viene adoperato uno scanner di risonanza magnetica formato da un magnete di grandi dimensioni, la cui forma ricorda quella di una ciambella, con in mezzo un tunnel, oppure un lettino solare, nel caso della risonanza magnetica aperta Il paziente viene fatto distendere su un lettino scorrevole che entra nel tunnel. Nel caso dei dispositivi per la risonanza magnetica aperta: si evita al paziente di entrare nel tunnel, andando incontro alle esigenze di chi soffre di claustrofobia.

Quanto dura la risonanza magnetica lombo sacrale

Chi sta per sottoporsi a questo esame di sicuro si starà chiedendo: la risonanza magnetica lombo sacrale quanto dura? Ebbene, nel corso della risonanza è necessario tempo per fare in modo che le posizioni magnetiche degli atomi del corpo vengano manipolate dalle onde radio e poi raccolte attraverso un’antenna che le trasmette a un computer.

A questo punto vengono generate delle immagini in bianco e nero trasversali del corpo, che possono essere ricostruite in 3D. Il paziente deve rimanere fermo per un periodo compreso tra i 30 e i 60 minuti; vengono effettuate più scansioni, tra le quali sono previste delle pause. Può essere che stando sul tavolo si senta freddo, ma si può rimediare con una semplice coperta.

A che cosa serve la risonanza lombare

Abbiamo visto la risonanza magnetica lombo sacrale come si fa; ma qual è la sua funzione? Questo esame è in grado di rilevare numerose patologie della colonna lombare: non solo i problemi alle vertebre, che sono le ossa che compongono la colonna vertebrale, ma anche quelli ai dischi, ai nervi, al midollo spinale e ai tessuti molli in generale.

In alcuni casi si può effettuare una risonanza magnetica alla schiena quando devono essere verificate le caratteristiche anatomiche della colonna lombare. La risonanza permette di individuare dei punti della colonna vertebrale nei quali si nota un restringimento anomalo del canale vertebrale, al cui interno è presente il midollo spinale, per cui ci potrebbe essere bisogno di un intervento chirurgico.

Le diagnosi possibili

Con la risonanza magnetica lombare è possibile valutare e approfondire diversi sintomi come i problemi con il controllo dell’intestino, la debolezza, il formicolio degli arti inferiori, l’intorpidimento, i dolori alle gambe e, appunto, il mal di schiena. Si può giungere a una diagnosi di ernia del disco, o di tumore, ma è possibile individuare anche una condizione infiammatoria che riguarda le vertebre, una infezione o un’anomalia dello sviluppo.

Non è detto, comunque, che il solo ricorso a una risonanza magnetica sia sempre sufficiente per capire quale sia la causa del mal di schiena. La valutazione di uno specialista è sempre indispensabile.  La lettura delle immagini di risonanza magnetica è compito esclusivo del medico radiologo che redige il referto. Poi il paziente con le immagini e il referto si recherà allo specialista clinico di riferimento (ortopedico, neurochirurgo o Fisiatra) per la terapia.


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