Patologie paranasali: tutto quello che c’è da sapere

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La diagnosi delle malattie dei seni paranasali e del naso spetta allo specialista otorinolaringoiatra, che provvede a eseguire una visita ambulatoriale tramite una endoscopia nasale. Si tratta di un esame indispensabile per una valutazione adeguata della malattia. Nel caso in cui si colleghi un monitor con l’endoscopio (tramite una telecamera), il medico ha la possibilità di far vedere al paziente il quadro clinico.

In presenza di una poliposi nasale occorre fare riferimento a un esame radiologico con la tomografia assiale computerizzata o alla più moderna Cone Beam (CBCT) per valutare sia la gravità che l’estensione del problema, in quanto offre la possibilità di esaminare le strutture anatomiche che la patologia coinvolge.

Come si riconoscono le patologie paranasali

L’iposmia, che corrisponde a una riduzione parziale dell’olfatto, e l’anosmia, che corrisponde a una riduzione totale dell’olfatto, rappresentano due dei sintomi più comuni delle patologie paranasali, insieme con la cefalea frontale e l’ostruzione nasale.

Il naso viene considerato un organo nobile: il suo ruolo può essere paragonato a quello di un climatizzatore che lavora a beneficio dei polmoni. Esso costituisce la più importante porta di ingresso non solo degli odori, ma soprattutto dell’aria. Al tempo stesso consiste in un fondamentale meccanismo di difesa: nel naso l’aria viene riscaldata e umidificata, ma soprattutto purificata in virtù di un’azione protettiva che mette l’organismo al riparo dalle infezioni.

Che cosa succede all’aria nel naso

A prescindere dalla temperatura di ingresso, nel momento in cui entra nel naso l’aria è riscaldata e portata a una temperatura che oscilla tra i 31 gradi e i 34 attraverso le fosse nasali. Anche il suo livello di umidità viene innalzato, fino a un valore che può superare il 90 per cento. A questo punto l’aria, purificata, ha modo di raggiungere i polmoni: il passaggio nel naso ha consentito di eliminare quasi il 90 per cento delle particelle di almeno 4.5 micron di dimensioni. È tramite il sistema immunitario che la mucosa svolge la propria azione di contrasto alle infezioni nasali, ma un ruolo importante è anche quello attuato dalla clearance muco-ciliare, che ha un’azione difensiva e autopulente.

Che cosa succede quando ci si ammala

Nel momento in cui si verifica un’alterazione della clearance muco-ciliare, smette di funzionare il sistema rino-sinusale. Ne derivano, così, delle patologie flogistiche che in un primo momento si concentrano nel naso e nei seni paranasali, ma che in seguito possono arrivare all’albero bronchiale. Se ciò accade, si è in presenza di una sindrome rino-bronchiale.

Il ruolo della mucosa nasale è quello di agire come una barriera fisica nei confronti degli agenti irritanti e dei virus, tramite la produzione di secreto mucoso e di sostanze antinfiammatorie. Il secreto mucoso ricopre l’epitelio mucoso, che partecipa al sistema di clearance muco-ciliare, da cui dipende la corretta azione delle funzioni nasali.

Le infezioni batteriche e virali possono causare danni ai componenti della clearance muco-ciliare, che però può essere compromessa anche dalle allergie, dal fumo di tabacco o da agenti tossici presenti nell’ambiente o sul posto di lavoro.

Perché si manifestano le patologie paranasali

Quando la clearance muco-ciliare viene danneggiata, la componente vischiosa del muco aumenta, e al tempo stesso si verifica un incremento dei miceti e dei batteri, che si organizzano in modo da dare vita a un biofilm che è in grado di resistere a qualunque tipo di terapia antibiotica. Questo rappresenta, nella maggior parte dei casi, l’inizio di una rinosinusite acuta che può evolvere in una forma subacuta e che, se non viene trattata in tempo, si può trasformare anche in una forma cronica.

Non esistono sintomi che devono destare preoccupazioni, ma solo sintomi che è necessario saper riconoscere: il russamento e il senso di debolezza, ma anche il mal di testa e la bocca secca al risveglio, sono segnali che non devono essere trascurati.


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