L’utilità dell’ecografia dei tessuti molli (cute e sottocute)

Maggio 24, 2019 by Cristiano Turchetti0
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L’ecografia della cute e del tessuto sottocutaneo: caratteristiche e modalità di svolgimento

Esistono, in ambito medico, diversi tipi di ecografia, ciascuno dei quali viene prescritto in base a determinate esigenze. Questi esami durano poco e non richiedono una particolare preparazione del paziente. Nello specifico, le ecografie sono definibili come indagini diagnostiche che non si servono di radiazioni, bensì di ultrasuoni del tutto innocui per il corpo umano. Un’analisi di questo genere può essere effettuata come controllo di routine oppure in caso di eventuali problematiche, per tenere sott’occhio l’andamento di una patologia.

Un esame molto utile è l’ecografia di cute e sottocute, nota anche come ecografia dei tessuti molli. Essa, come si può ben capire dal nome, è volta a verificare le condizioni del tessuto sottocutaneo e lo spessore delle lesioni della pelle. Il processo di svolgimento è molto semplice: il medico ricopre la zona interessata con una piccola quantità di gel conduttore, dopodiché vi appoggia e muove una sonda che emette onde sonore ad alta frequenza (non udibili dall’orecchio umano). Lo strumento, collegato a un’apposita apparecchiatura, riproduce in tempo reale sullo schermo le sezioni esaminate, servendosi di tecniche di ottimizzazione delle immagini come il 2D, la modalità Doppler e il Color Flow. In questo modo sarà possibile ottenere una immagine ad elevata risoluzione.

I macchinari attualmente disponibili per le ecografie, infatti, sono dotati di tecnologie innovative e progettati per ottenere immagini ad alta risoluzione. Le ecografie della cute sono prive di controindicazioni e in nessun caso comportano dei rischi.

A cosa serve l’ecografia di cute e sottocute?

Sono numerose le applicazioni dell’eco cute e sottocute. Prima di passarle in rassegna bisogna precisare che questo esame, relativamente alle patologie dei tessuti superficiali, non ha un vero e proprio valore diagnostico: esso serve, più che altro, a verificare l’entità di una lesione, le sue dimensioni, quanto si sviluppa in profondità e come si rapporta con i vasi sanguigni. Solo così sarà possibile individuare la corretta terapia e intervenire in modo giusto, per conseguire un ottimo risultato sia dal punto di vista della salute che dell’estetica.

L’ecografia della cute e del tessuto sottocutaneo, innanzitutto, è utile per lo studio dei linfonodi benigni, le cui cause sono soprattutto infiammatorie o infettive. Queste ghiandole, nella maggior parte dei casi, tendono ad aumentare di volume semplicemente per la risposta del sistema immunitario a condizioni parafisiologiche: un simile evento può destare preoccupazione, ragion per cui è opportuno procedere con l’ecografia per escludere altre cause più preoccupanti. L’esame in oggetto, comunque, è eseguito anche per valutare lo stato di lesioni nodulari di vario tipo, come i lipomi, le cisti e le alterazioni dovute alle infiammazioni del tessuto. Anche in questa situazione, a seconda del responso, bisognerà poi trovare la soluzione più adatta.

Questa ecografia è di fondamentale importanza nel momento in cui è finalizzata al controllo di malattie più gravi, come le neoplasie. Di queste ultime si analizzeranno le dimensioni e il grado di espansione: in seguito all’esame si potrà procedere con un’operazione chirurgica o con un altro genere di terapia. Ciò vale per diverse tipologie di lesione neoplastica, tra cui i liposarcomi e i linfomi.

In più, l’ecografia di cute e sottocute è funzionale all’individuazione di ernie addominali, ombelicali, scrotali e inguino-crurali. Per fare chiarezza, l’ernia consiste nella leggera fuoriuscita di un organo o di un elemento del corpo dal sacco viscerale (peritoneo) o dal muscolo che lo contiene. Ad esempio, nel caso dell’ernia ombelicale avviene la protrusione di una piccola parte dell’intestino attraverso la parete addominale.

Va detto infine che l’eco cute e sottocute si svolge per studiare tumefazioni cutanee e sottocutanee e il loro rapporto con i vasi sanguigni. Un simile obiettivo richiede funzioni all’avanguardia, come quella Color-Doppler. Quest’ultima è raccomandata per lo studio delle strutture vascolari, perché in base alla colorazione consente di valutare il movimento del flusso di sangue. Una simile ecografia prevede l’associazione di un segnale Doppler con un’immagine bidimensionale, così che il medico possa analizzare facilmente la vascolarizzazione delle lesioni.

In sintesi, l’ecografia della cute e del tessuto sottocutaneo è un esame in grado di rispondere a molteplici quesiti diagnostici e non è assolutamente invasivo. L’ecografia, a volte, si esegue anche soltanto per tenere sotto controllo il grasso sottocutaneo o l’esito di alcuni trattamenti estetici.


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