L’ecografia alla prostata è dolorosa?

Luglio 10, 2019 by Cristiano Turchetti0
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Quando per finalità cliniche si ha la necessità di verificare e di monitorare le condizioni di salute della ghiandola prostatica, è indispensabile fare affidamento su un’ecografia alla prostata. Questo esame diagnostico viene eseguito tramite una sonda ecografica, e permette di individuare eventuali cambiamenti dovuti a una malattia in corso. I processi patologici, infatti, possono alterare le dimensioni della ghiandola, ma anche la sua forma.

Come si esegue l’ecografia alla prostata

Per effettuare le ecografie alla prostata c’è bisogno di una sonda ecografica di dimensioni appropriate, tenendo presente che si tratta di un esame che viene svolto per via transrettale. In altri termini la sonda viene inserita nel retto, e permette di visualizzare su uno schermo collegato le immagini che provengono dalle onde sonore ad alta frequenza.

L’esame in sé non è doloroso, ma è comunque possibile avvertire un certo disagio o un particolare fastidio nel momento in cui la sonda viene introdotta all’interno del retto. L’indagine ecografica si fonda sulle immagini che vengono fornite in tempo reale da apparecchiature che sono dotate di trasduttori in grado di ottimizzare la penetrazione nei tessuti degli ultrasuoni, in virtù di specifici intervalli di frequenza di questi ultrasuoni. Al termine dello studio ecografico, le immagini che sono state generate vengono registrate in formato digitale in modo che possano entrare a far parte della cartella clinica del paziente.

Come ci si prepara per un’ecografia alla prostata

L’ecografia alla prostata, dunque, è un esame molto importante: anche per questo motivo è essenziale che venga svolta da un professionista di provata competenza. Lo specialista più indicato a occuparsene è il medico radiologo. Il paziente viene fatto sdraiare su un lettino su un fianco, in genere quello destro, e viene invitato ad assumere una posizione fetale, con le ginocchia flesse. Prima che la sonda venga inserita, il medico si preoccupa di svolgere un’esplorazione rettale con le dita, anche per rintracciare eventuali impedimenti meccanici che potrebbero rendere difficoltosa l’introduzione.

Quanto dura una ecografia alla prostata

Ci vogliono al massimo dieci minuti per concludere un’ecografia alla prostata, che ha anche il pregio di garantire un referto istantaneo. La sola accortezza richiesta al paziente consiste nel sottoporsi, più o meno 3 o 4 ore prima dell’esame, a un clistere, in modo che nel corso dell’indagine l’ampolla rettale risulti del tutto vuota. Deve essere piena, invece, la vescica: per questo motivo il paziente non deve fare pipì prima dell’esame, mentre è invitato a bere molto, purché eviti le bibite gassate. Va tenuto presente che, con emorroidi sanguinanti o ragadi anali, non si può effettuare l’ecografia.

Perché c’è bisogno di un’ecografia prostatica

Con un esame di questo tipo si ha la possibilità di verificare che la ghiandola si trovi in uno stato di salute ottimale. L’ecografia, dunque, può essere svolta come esame di controllo, in condizioni di normalità, oppure per procedere ad accertamenti resi necessari dal riscontro di specifici sintomi, come per esempio un’ipertrofia prostatica benigna o una prostatite. A volte, può accadere che un esame digito-rettale di controllo faccia sorgere dubbi a proposito delle condizioni della ghiandola, e induca quindi a richiedere un’ecografia.

Ogni quanto tempo occorre sottoporsi a un’ecografia alla prostata

L’ecografia alla prostata transrettale negli uomini anziani dovrebbe essere considerata un esame di routine, e quindi andrebbe eseguita a cadenze regolari. Per le persone giovani, invece, essa è necessaria unicamente nel caso in cui vi sia un sospetto concreto. Come si è detto, l’esame serve a riscontrare possibili cambiamenti della ghiandola, magari precoci: non è detto che una normale visita clinica urologica consenta di verificare tali alterazioni, così come non ci si può basare unicamente sul quadro sintomatologico, che nella maggior parte dei casi è aspecifico, se non addirittura assente. A volte, la prostata aumenta di dimensioni in seguito a una prostatite infiammatoria che potrebbe essere stata causata da una terapia farmacologica.

La prevenzione del tumore alla prostata

Uno dei motivi per i quali si può rendere indispensabile un’ecografia alla prostata è rappresentato dall’esigenza di verificare la presenza di un possibile tumore alla ghiandola; si può giungere, così, a una diagnosi precoce, che comunque deve essere abbinata a una biopsia.


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