Le lesioni muscolari del polpaccio

Aprile 20, 2019 by Cristiano Turchetti0
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La struttura muscolare del polpaccio ricopre un ruolo di primo piano per le attività di carico e per la locomozione; soprattutto tra gli atleti, però, essa è spesso soggetta a lesioni. In particolare, attività quali il ciclismo, il tennis e il calcio, ma anche il mezzofondo, la corsa veloce o il salto con l’asta nell’atletica, mettono in evidenza una notevole frequenza di lesioni muscolari al polpaccio.

Le lesioni

Le ecografie muscolari consentono di distinguere i vari tipi di lesioni, a partire da quello che può essere considerato il grado zero, una tipologia di infortunio che non comporta la lesione delle fibre muscolari: in questo caso si ha a che fare con un affaticamento o una contrattura. La lesione muscolare polpaccio vera e propria può essere di primo, di secondo o di terzo grado, a seconda della quantità di fibre muscolari che sono coinvolte nella lesione e dell’entità della lesione stessa.

Gli esami

Le ecografie muscolari a Roma e nel resto d’Italia permettono di rilevare l’infortunio con la massima precisione. Molto importante è la collaborazione da parte del paziente, che deve spiegare allo specialista a cui si rivolge quando ha sentito il dolore, in che tipo di attività fisica era coinvolto e quale movimento potrebbe aver provocato la lesione stessa.

La valutazione clinica consente di verificare la presenza eventuale di gonfiore, mentre l’ecografia è l’esame strumentale a cui si ricorre nella maggior parte dei casi per giungere a una diagnosi. Così, si possono stabilire per la lesione muscolare tempi di recupero e modalità di ritorno alle normali attività.

Il grado di dolore

In base alla tipologia di infortunio, il soggetto colpito da contrattura del polpaccio o da lesione muscolare avverte un dolore differente.

Quando a essere lesionato è il muscolo gemello mediale, per esempio, è più probabile che si abbia a che fare con un dolore trafittivo e acuto, che invece è più raro nelle lesioni del gemello laterale o del soleo.

Se, invece, è in ballo una contrattura, il dolore si manifesta in modo più graduale e meno rapidamente: in questo caso, come si è detto, le fibre muscolari non sono state danneggiate, ma si è semplicemente verificato uno sforzo superiore al normale che ha sollecitato il muscolo.

Un terzo tipo di dolore è quello crampiforme, che spesso è causato da disidratazione e che viene risolto molto semplicemente con un po’ di allungamento muscolare.

Che cosa fare dopo che ci si è fatti male

In caso di strappo muscolare del polpaccio, dopo aver effettuato l’ecografia e aver ricevuto la valutazione clinica dello specialista, il paziente dovrà interrompere temporaneamente l’attività fisica. Il riposo è indispensabile, mentre la terapia – come si può immaginare – varia a seconda del livello della lesione.

Quando essa è lieve, è sufficiente applicare del ghiaccio ed evitare di sollecitare il muscolo, ma se la lesione è più consistente ci può essere bisogno di sessioni di fisioterapia per garantire un miglioramento dell’elasticità e della forza muscolare, e l’attività fisica potrà essere ripresa non prima di un paio di settimane.

La classificazione delle lesioni

Le lesioni muscolari – del polpaccio e non solo – possono essere classificate in funzione della loro gravità, che viene valutata sulla base di criteri anatomici e patologici: si distingue, pertanto, tra:

  • lesioni di primo grado
  • lesioni di secondo grado
  • lesioni di terzo grado

Nel caso di una lesione di primo grado, si verifica la rottura di un numero ridotto di fibre muscolari, mentre con una lesione di secondo grado a rompersi sono diverse fibre. La lesione di terzo grado, invece, determina una totale o quasi totale interruzione del ventre muscolare.

Perché si lesiona il polpaccio?

I fattori predisponenti per una lesione da trauma – sia esso diretto o indiretto – possono essere intrinseci o estrinseci. Tra i primi si segnalano l’affaticamento dei muscoli, la carenza di allenamento, l’età avanzata e lo squilibrio tra i muscoli agonisti e i muscoli antagonisti; i secondi, invece, comprendono le situazioni ambientali e quelle climatiche. A proposito di queste ultime, si fa riferimento – per esempio – a terreni di gioco non adatti o a temperature troppo rigide. Gli ematomi che si formano, infine, sono intramuscolari o intermuscolari, a seconda della estensione della lacerazione dei muscoli interessati.


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