Infertilità maschile: quali esami effettuare?

Luglio 19, 2019 by Cristiano Turchetti0
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I problemi di fertilità coinvolgono il 7% della popolazione maschile e, secondo gli ultimi studi, sembra che l’età media dei soggetti coinvolti in questa percentuale stia drasticamente diminuendo, coinvolgendo persone sempre più giovani.

Le cause che si celano dietro i problemi di infertilità della popolazione maschile sono strettamente collegate alla scarsa produzione di spermatozoi oppure al loro “stato di salute” (ad esempio spermatozoi morti, malformati, con DNA danneggiato, etc.)

Infertilità maschile: quali sono gli esami da fare?

Per comprendere quali sono le ragioni che determinano l’infertilità maschile è opportuno eseguire una anamnesi che consenta di raccogliere tutte le informazioni necessarie per valutare quali sono gli esami a cui sottoporsi. Grazie alla storia clinica del paziente, è possibile individuare le patologie che potrebbero essere responsabili dei problemi di fertilità maschile: si pensi – ad esempio – alle orchiti o alle infezioni della prostata. Senza dimenticare le patologie in corso come diabete, obesità o malattie cardiovascolari, che rappresentano dei fattori che influiscono notevolmente sulla capacità di un soggetto di concepire un figlio.

Inoltre occorre fornire al medico ulteriori informazioni: da quanto tempo si sta cercando un figlio, con quale frequenza si hanno rapporti sessuali e come si sviluppano gli amplessi. Allo specialista vanno anche riferite le proprie abitudini: se si assumono, ad esempio, sostanze stupefacenti o alcool, in quanto esse possono compromettere gravemente il livello di fertilità.

Quindi è possibile procedere con una visita obiettiva che interessa principalmente gli organi genitali del paziente; in particolare si verificherà la corretta discesa dei testicoli nella sacca scrotale.

Analisi di laboratorio per l’infertilità maschile: spermiogramma e post-coital test

Uno degli esami a cui sottoporsi quando si riscontrano problemi legati alla fertilità maschile è lo spermiogramma. Si tratta di un test piuttosto semplice da eseguire, che consiste nel consegnare al laboratorio di analisi un campione di sperma prelevato dopo circa 36/72 ore di astinenza sessuale.

L’analisi dello sperma serve a valutare:

  • l’acidità e la viscosità del liquido seminale
  • la densità degli spermatozoi
  • la capacità motoria degli spermatozoi
  • l’aspetto degli spermatozoi

Lo spermiogramma – inoltre – misura la concentrazione di fruttosio, che potrebbe provocare un’ostruzione delle vie spermatiche, e di globuli bianchi che sono presenti in caso di infezioni in corso.

Con il Mar-Test, invece, si cerca la presenza di aree di agglutinazione, ovvero di zone dove gli spermatozoi si agglomerano a causa di specifici anticorpi che si formano in seguito a infezioni.

Un altro esame molto utile quando si valuta il livello di fertilità di un uomo è il post-coital test, che viene eseguito entro 24/48 ore dall’ultimo rapporto sessuale non protetto. Per questo tipo di test viene coinvolta anche la donna, in quanto occorre prelevare un piccolo campione di muco dal collo dell’utero.

Esami strumentali: ecografia scrotale e del testicolo

Gli esami di laboratorio permettono di valutare solo alcuni aspetti del problema, ma per controllare lo stato di salute dell’organo riproduttivo deputato alla formazione degli spermatozoi è opportuno ricorrere ad altri test di tipo strumentale.

Uno di questi è l’ecografia scrotale e del testicolo; lo specialista più indicato a effettuarla è il medico radiologo. Grazie a questo esame è possibile valutare la presenza di specifiche anomalie come, ad esempio, l’agenesia dei vasi deferenti. Si tratta di un problema che colpisce 1 uomo su 1.000 e che determina la mancata produzione di spermatozoi che si verifica, nel 19% dei casi, per ragioni di tipo genetico, spesso a causa dell’alterazione del gene CFTR. Tuttavia possono esserci anche altri motivi che si celano dietro a questo disturbo.

Grazie all’ecografia scrotale e del testicolo è possibile verificare anche la presenza di eventuali patologie che colpiscono l’epididimo. Generalmente si tratta di una malattia infiammatoria che provoca dolore e gonfiore nella zona situata dietro i testicoli; i più colpiti da questa patologia sono gli uomini in età compresa tra i 20 e i 39 anni.

L’ecografia dello scroto e del testicolo permette anche di rilevare la presenza di cisti o di tumori al testicolo. Le analisi di laboratorio sono affidabili, ma per verificare la presenza di patologie ben più gravi gli esami strumentali come l’ecografia scrotale o del testicolo rappresentano la soluzione migliore.


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