Implantologia: gli esami preliminari

Luglio 27, 2019 by Cristiano Turchetti0
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Nella maggior parte dei casi, in previsione di un intervento di implantologia è necessario sottoporsi a una visita e poi eseguire una lastra panoramica. C’è bisogno di una tac, invece, quando occorre accertare la quantità di osso a disposizione o quando si deve verificare la vicinanza di nervi; sarebbe preferibile che questa tac fosse del tipo cone beam 3D, grazie a cui è possibile definire l’altezza e lo spessore dell’osso in cui l’impianto dovrà essere alloggiato. Una volta che gli esami preliminari sono stati eseguiti, poi, si procede con l’intervento standard, che viene effettuato in anestesia locale.

Gli esami del sangue

Prima di un intervento il chirurgo implantologo fa riferimento alle informazioni che ha potuto raccogliere attraverso il questionario anamnestico, relative a precedenti patologici e fisiologici non solo della persona ma anche dei suoi familiari. Sulla base di tali dati può essere richiesto di effettuare degli specifici esami del sangue: alcuni sono standard, nel senso che sono validi per tutti, mentre indagini ulteriori si possono rendere necessarie in base alla storia personale e a quella familiare in relazione a patologie pregresse.

L’emocromo

L’emocromo, nello specifico, è l’esame del sangue per mezzo del quale è possibile valutare il numero di piastrine, il numero di globuli bianchi e il numero di globuli rossi. I valori che sono definiti dall’emocromo consentono al dentista o al medico di diagnosticare l’anemia o altre malattie del sangue, come per esempio la carenza di piastrine o la difficoltà a coagulare, che rischiano di costituire un ostacolo per l’esecuzione di un intervengo chirurgico orale. Anche per questo l’emocromo viene chiamato in causa, poiché consente di determinare i livelli di ematocrito, che corrisponde al rapporto tra il plasma e i globuli rossi nel sangue.

La glicemia e la creatinina

Molto importante è anche verificare il livello di glucosio nel sangue, cioè la cosiddetta glicemia. Occorre, infatti, che il dentista sappia se il paziente che si ritrova di fronte è diabetico o meno. Per quel che riguarda il valore della creatinina nel sangue, invece, esso serve a misurare le condizioni di salute e la funzionalità dei reni: la creatinina, infatti, non è altro che una sostanza di rifiuto che viene generata dal metabolismo muscolare. Altri indici importanti in vista di un intervento di implantologia, poi, sono quelli relativi alla coagulazione del sangue.

Quali altri esami devono essere effettuati?

Non di rado si richiede l’esame dell’HCV, cioè relativo al virus dell’epatite C: si tratta di un virus che vive soprattutto nel sangue e che determina uno stato infiammatorio del fegato. Il suo potenziale infettivo è molto elevato, ma la trasmissione avviene unicamente per il contatto tra sangue e sangue. L’esame dell’HIV, invece, è necessario perché i pazienti malati di AIDS in genere hanno difese immunitarie ridotte: ciò vuol dire che è necessario adottare delle precauzioni particolari prima dell’intervento.

L’ortopanoramica e la TC cone beam (CBCT)

In vista di un intervento di implantologia, però, sono molto importanti – come si è già accennato – sia l’ortopanoramica che la TC cone beam. Lo specialista più indicato per interpretare entrambi gli esami è il medico radiologo. L’ortopanoramica consente di monitorare lo stato delle arcate dentali. Il cone beam 3D permette di avvalersi di una ricostruzione in 3D della struttura anatomica che viene presa in esame, grazie a sistemi radiografici di ultima generazione. Si tratta di una tecnica di tomografia computerizzata innovativa che offre l’opportunità di valutare le caratteristiche strutturali dell’osso, in previsione di un intervento di implantologia, nei punti in cui gli impianti dovranno essere inseriti.

 

Come si esegue il cone beam 3D

Per sottoporsi al cone beam il paziente non deve far altro che rimanere in posizione eretta: l’esame ha una durata di pochi secondi. Il principio di funzionamento è quello dell’irradiazione dei raggi X, che tuttavia è di 50 volte inferiore rispetto a quella che caratterizza un dental scan tradizionale. Il fascio di raggi di forma conica che viene utilizzato permette non solo di acquisire un volume ampio, ma anche di ottenere un risultato decisamente più preciso. La dose di radiazioni necessarie si riduce, e ciò non può che avere effetti positivi per la salute del paziente.


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