Esame Rx per transito intestinale

22/11/2020 by Brunella0
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L’esame Rx per transito intestinale è un test diagnostico non invasivo a cui si ricorre per valutare e comprendere le condizioni di una stipsi cronica causata da un rallentamento del transito intestinale.

La tecnica a bassa dose di radiazioni comporta che per sei giorni di seguito vengano assunti dei markers radiopachi in modo che il settimo giorno possa essere effettuata una radiografia singola della zona addominale. I markers sono cilindri di piccole dimensioni, non superiori ai 3 millimetri.

Per mezzo della radiografia si possono cogliere i tempi di transito intestinale sia a livello complessivo che in riferimento ai diversi segmenti colici: ciò avviene grazie a specifiche formule matematiche.

Come ci si prepara all’esame

Una volta che sono stati definiti il giorno e l’ora in cui la radiografia dovrà essere effettuata, nei sei giorni precedenti è necessario ricordarsi di assumere i markers: sono 5 cilindri da introdurre ogni giorno, sempre allo stesso orario, che deve corrispondere all’ora in cui la radiografia sarà effettuata.

Volendo è possibile provvedere alla somministrazione durante i pasti, avendo cura di non masticare i markers: è sufficiente mescolarli con dello yogurt, con un po’ di stracchino o con un cucchiaio di purè di patate. Nel totale dei 6 giorni dovranno essere assunti 30 markers, mentre il settimo giorno non ci sono cilindri da ingoiare.

Le interazioni con i farmaci

In previsione di questo esame non è necessario modificare il proprio regime alimentare o comunque apportare variazioni alla dieta che si è abituati a seguire. Non c’è neppure bisogno di sospendere la terapia medica. I markers sono sterili (vengono forniti in bustina sigillata) e non vengono assorbiti dall’intestino. Senza alcuna sintomatologia verranno via via eliminati con le feci in un arco di tempo che varia da Paziente a Paziente.

Ci sono, in ogni caso, alcune accortezze che devono essere adottate nei giorni in cui l’esame si svolge: infatti è bene evitare l’esecuzione di clisteri e l’assunzione di lassativi. Più in generale, non vanno assunti quei medicinali che sono in grado di compromettere la funzionalità dell’intestino: tra questi ci sono gli antibiotici, gli anticolinergici, gli antistaminici, il difenossilato, la morfina, la codeina e altri oppiacei.

A che cosa serve l’esame

L’esame è controindicato solo in caso di gravidanza, nota o presunta, considerato l’uso di radiazioni ionizzanti prima (diretta addome) e dopo l’assunzione dei markers (al 7° giorno); non ci sono, invece, effetti collaterali di cui preoccuparsi. Grazie all’esame Rx per transito intestinale si ha l’opportunità di riconoscere e identificare le due condizioni di stitichezza cronica più comuni, rappresentata dalla defecazione ostruita e dal transito rallentato.

L’esame, inoltre, consente di distinguere le stipsi vere e quelle false: ciò avviene tramite la verifica della quantità di markers residui dopo un terminato intervallo di tempo.

Che cos’è il transito intestinale rallentato

Il transito intestinale rallentato corrisponde a quella condizione nota anche come intestino pigro. Essa viene causata da una riduzione della peristalsi intestinale, che consiste nelle contrazioni dei muscoli enterici. Questi ultimi svolgono una funzione di primo piano in relazione all’assorbimento delle sostanze nutrienti che sono presenti negli alimenti.

Il sistema nervoso guida i muscoli involontari, i quali nel processo di contrazione si alternano facendo in modo che le sostanze nutritive possano essere assorbite e che il materiale di scarto venga diretto verso la parte finale dell’intestino, così che possa avvenire la loro eliminazione con le feci.

I sintomi del rallentato transito intestinale

L’alito cattivo al mattino, una sensazione di svuotamento incompleto e i crampi addominali sono alcuni dei sintomi tipici del rallentato transito intestinale. Rientrano in questa classificazione anche il dolore e il gonfiore addominale, la sensazione di pienezza e di nausea e il meteorismo. Si è in presenza di una situazione di intestino pigro quando l’evacuazione è causa di dolore e comporta uno sforzo eccessivo. Anche la frequenza di evacuazione è un parametro da tenere in considerazione: se è al di sotto delle 3 volte alla settimana si può parlare di intestino pigro.

Le cause del problema

Una volta che attraverso un esame Rx per transito intestinale si è giunti a una diagnosi precisa del problema, si può intervenire anche tenendo conto delle cause potenziali. Per esempio, la stitichezza e il rallentamento della motilità intestinale sono conseguenze normali del processo di invecchiamento.

Anche un abuso di medicinali può essere alla base del problema, specialmente se si tratta di antiacidi, di antidepressivi e di antipertensivi. Infine, non vanno sottovalutate le conseguenze di uno stile di vita sbagliato, magari perché troppo sedentario o fondato su abitudini alimentari inadeguate.


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