Empatia e umanità: ecco cosa serve per essere bravi medici

Luglio 27, 2019 by Cristiano Turchetti0
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L’empatia nel rapporto tra medico e paziente è un’arma estremamente potente per combattere la malattia: a dimostrarlo è una ricerca che è stata condotta da un team di studiosi dell’Università di Udine, che hanno preso in considerazione ed esaminato l’attività del cervello in relazione a particolari vignette. Così si è potuto verificare che il modo attraverso il quale i medici comunicano con i pazienti è destinato a influenzare l’approccio nei confronti della malattia, e lo stesso dicasi per il livello di empatia che si raggiunge.

Che cosa fa un medico empatico

Ma quali sono le caratteristiche di un medico empatico? Egli si pone all’ascolto dei propri pazienti e tenta di capirli, per poi immedesimarsi nelle loro sofferenze. In questo modo riesce a curarli meglio. A testimoniarlo è anche un altro studio italiano, che è stato realizzato su 21 mila persone che soffrono di diabete che fanno riferimento all’Azienda Sanitaria Locale di Parma. Dall’indagine è emerso che l’empatia del medico è connessa a una gestione più efficace della malattia. Già in passato era stata condotta una ricerca simile, ma questa volta negli Stati Uniti: uno studio della Thomas Jeffersson University di Philadelphia aveva rilevato che i pazienti dei medici più empatici riescono a tenere sotto controllo con più facilità il colesterolo e l’emoglobina glicata.

Il valore dell’empatia

Tornando alla ricerca parmense, i numeri mettono in evidenza che fra i pazienti di medici con scarsa empatia i ricoveri dovuti a complicanze acute sono più frequenti e più probabili. I problemi sono più sporadici, invece, quando i dottori si dimostrano vicini ai malati e comprensivi.

Misurare la qualità dei rapporti in Italia è abbastanza semplice, dal momento che qui il Sistema Sanitario Nazionale è universalistico: ciò vuol dire che non ci possono essere elementi di confusione, tra cui la possibilità di accedere alle polizze sanitarie, a differenza di quel che accade negli Usa. I risultati, insomma, non lasciano spazio a interpretazioni sbagliate: la salute di un paziente trae giovamento nel momento in cui viene instaurato un buon rapporto con il medico.

Perché un medico deve essere empatico, umano e capace di comunicare

L’umanità dei dottori si deve tradurre in una comprensione maggiore; più in generale, è importante che i medici si impegnino a parlare con i propri pazienti e a passare del tempo con loro. Una relazione di fiducia superiore viene considerata la via di accesso privilegiata per risultati clinici più efficaci, dal momento che a migliorare sono sia l’aderenza ai piani di trattamento che la comunicazione in generale. Nella medicina di base l’empatia è critica perché in questo contesto serve un gran numero di colloqui tra paziente e medico; in più, è fondamentale assicurare una continuità di cura. Non è un caso che i pazienti, secondo diverse indagini, dal medico di base si attendano uno sforzo supplementare dal punto di vista della comprensione e della comunicazione.

Come viene influenzato il cervello

L’attivazione della sfera sensoriale è correlata alla valorizzazione da parte del medico, che dovrebbe cercare di essere sempre gentile e attento. Una buona comunicazione non è utile unicamente per gratificare il paziente ma consente anche di stimolarlo e, di conseguenza, lo mette nelle condizioni di far fronte alla sofferenza con un approccio differente. Il bisogno di capire è una delle esigenze principali del malato, e perché possa essere soddisfatto occorre una comunicazione appropriata: il paziente ha il diritto di conoscere e comprendere tutti i dettagli del problema con cui ha a che fare. Al tempo stesso, non può prescindere da un bisogno di certezze per il futuro.

Le esigenze dei malati: essere tranquillizzati e ascoltati

Il bisogno di decidere è altrettanto importante: una persona malata in genere vuole e deve sentirsi coinvolta nel processo di guarigione. Non va dimenticato, poi, il bisogno di attenzione: ecco perché servono medici che siano in grado di ascoltare, ma anche di mettere a proprio agio i pazienti, di dare loro speranza, di motivarli e di tranquillizzarli. Insomma, vale la pena di capire che l’approccio alla malattia da parte del paziente è decisivo, ed esso è fortemente influenzato dalle parole del medico che lo cura; è evidente, insomma, che l’empatia svolge un ruolo essenziale nel percorso di guarigione.


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