Ecografie muscoloscheletriche: tutto ciò che c’è da sapere

05/07/2020 by Brunella0
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Le ecografie muscoloscheletriche sono delle indagini diagnostiche che stanno assumendo sempre più rilevanza da quando è possibile utilizzare sonde lineari di ultima generazione ad elevata frequenza, che consentono un’analisi meticolosa dei muscoli e dei tendini.

Indicato anche con il nome di ecografia muscolotendinea, questo accertamento presuppone il ricorso agli ultrasuoni e, dunque, non comporta l’utilizzo dei raggi X, con tutti i benefici che ne possono derivare dal punto di vista della salute.

Le informazioni diagnostiche che si possono ottenere vengono fornite in tempi rapidi: in più, questa tecnica offre l’opportunità di fornire valutazioni precise in relazione alle strutture muscolari, con una distinzione delle componenti anatomiche delle articolazioni e dei tendini.

Quando c’è bisogno delle ecografie muscoloscheletriche

Si può fare riferimento alle ecografie muscoloscheletriche quando è necessario provvedere alla valutazione delle conseguenze di traumi da cui possono derivare ematomi, lesioni ai tendini, contratture, ernie muscolari o rotture muscolari.

L’impiego di una sonda permette di prendere in esame la parte anatomica su cui devono essere effettuati approfondimenti, così da beneficiare di dati in tempo reale che possono essere letti dall’apparecchio ecografico. Il radiologo, pertanto, è in grado di eseguire una diagnosi in funzione dell’immagine che ha a disposizione.

A che cosa serve una ecografia muscoloscheletrica

Questa ecografia serve soprattutto a individuare possibili interruzioni anatomiche delle fibre dovute a un evento traumatico come una distorsione, una lussazione o uno strappo muscolare, ma anche a una patologia degenerativa, come una lesione legamentosa della caviglia o una periartrite.

Di recente è diventato frequente il ricorso a tale esame per lo studio del tendine rotuleo e dei legamenti collaterali del ginocchio, al fine di valutare non solo l’entità delle lesioni, ma anche seguire il processo di guarigione che si verificherà.

L’ecografia muscoloscheletrica, infine, permette di studiare le articolazioni del ginocchio, della caviglia, dell’anca e della spalla: sono le cosiddette articolazioni accessibili, così definite perché la sonda dell’ecografo è in grado di trasmettere loro gli ultrasuoni in maniera ottimale, per un flusso di dati perfetto.

Come ci si prepara per le ecografie muscoloscheletriche

Il paziente che si deve sottoporre a una ecografia di questo tipo non deve svolgere alcun genere di preparazione in relazione a eventuale digiuno o sospensioni di farmaci da assumere.

L’esame vero e proprio prevede che sulla pelle del paziente venga applicato un gel nella zona da trattare, il cui scopo è quello di favorire un contatto migliore tra la pelle e la sonda che trasmette gli ultrasuoni.

Questa ecografia è del tutto indolore a meno che non venga eseguita in una zona in cui è presente una forte infiammazione: in questo caso si potrebbe avere una percezione più intensa della sensazione di dolore.

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