Come riconoscere i primi sintomi dell’artrite reumatoide

Giugno 13, 2019 by Cristiano Turchetti0
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L’infiammazione del tessuto sinoviale è una delle prime manifestazioni dell’artrite reumatoide, una patologia di carattere infiammatorio che colpisce i tessuti articolari di chi ne soffre. Si tratta di una malattia cronica autoimmune: nei soggetti colpiti, infatti, il sistema immunitario si attiva in modo anomalo al posto di proteggere l’organismo dai batteri, dai virus o da altri agenti esterni. Sono soprattutto i piedi e le mani, là dove ci sono le piccole articolazioni, a essere interessati dall’artrite reumatoide, che comunque può coinvolgere qualsiasi distretto dell’organismo.

Come si presenta l’artrite reumatoide

Il tessuto sinoviale che ricopre le articolazioni si infiamma, ed è per questo motivo che la malattia dà origine a dolore cronico. Con il passare del tempo, la cartilagine va via via distruggendosi e si va incontro a erosioni ossee, mentre l’integrità articolare viene compromessa in modo più o meno ampio. Ciò fa sì che la funzione articolare degeneri, il che determina una disabilità funzionale o comunque invalidità.

Lo sviluppo della malattia

La patologia si caratterizza per uno sviluppo variabile, che può andare da forme molto lievi a forme a progressione rapida. La remissione spontanea si verifica più o meno in un caso su dieci, mentre la maggior parte dei pazienti presenta un’artrite reumatoide di stato intermedio, con periodi di relativa inattività che si alternano a episodi sintomatici. Al momento non sono state ancora identificate del tutto le cause alla base dell’artrite reumatoide, ma si pensa che i soggetti predisposti dal punto di vista genetico possano ammalarsi con più probabilità se si espongono a fattori di rischio come l’obesità o il fumo di sigaretta. Anche fattori ormonali, infezioni o traumi sono ritenuti dagli studiosi capaci di favorire una erronea attivazione del sistema immunitario, da cui deriva la malattia.

L’artrite reumatoide è ereditaria?

Anche se si parla di persone geneticamente predisposte, comunque, l’artrite reumatoide non può essere considerata una patologia ereditaria. Essa coinvolge circa una persona ogni cento e riguarda soprattutto le donne, colpite tre volte di più rispetto agli uomini. Solo nel nostro Paese ci sono almeno 300mila individui che ne soffrono, con una decina di casi ogni 100mila persone tra gli uomini e fino a più di 30 casi ogni 100mila persone tra le donne. Non c’è un’età specifica in cui la patologia compare, fermo restando che il picco di comparsa dei primi sintomi viene riscontrato fra i 35 anni e i 45.

I primi sintomi della patologia

Quasi sempre la patologia si palesa in maniera insidiosa, con dolori alle articolazioni non di rado accompagnati a una prolungata rigidità mattutina. Dopo alcuni mesi, o a volte già solo dopo poche settimane, le articolazioni coinvolte si infiammano. Sono rari, invece, i casi di un esordio improvviso e acuto. Le articolazioni si gonfiano e sono doloranti, oltre a essere arrossate e calde. Si tratta di una patologia simmetrica, dal momento che in genere interessa nello stesso momento le medesime articolazioni di tutti e due i lati. I polsi, i piedi e le mani sono le prime parti a presentare problemi, fermo restando che non si può escludere che a venire colpite siano anche le grandi articolazioni dei gomiti, delle ginocchia o delle spalle. In talune circostanze si possono riscontrare manifestazioni sistemiche: perdita di peso, stanchezza, febbre, arrossamento della pelle o dolori muscolari.

Il valore degli esami radiologici

Merita di essere messa in evidenza l’importanza di sottoporsi con regolarità a esami radiologici, che devono essere effettuati da un medico radiologo, lo specialista più appropriato per l’esecuzione di questo tipo di accertamenti diagnostici. Nel caso in cui la malattia non venga trattata in maniera corretta, la cartilagine può andare incontro a distruzione. Non sempre l’organismo risponde alle terapie come sarebbe auspicabile, e ciò può indurre deformità o erosioni ossee.

L’artrite reumatoide severa può arrivare a coinvolgere altri apparati e quindi incrementare il rischio di malattie infettive, di complicazioni cardiache o di problemi respiratori. La diagnosi precoce della patologia, come si può intuire, è fondamentale, perché i farmaci anti-reumatici dovrebbero essere assunti già entro i primi tre mesi della comparsa dei sintomi, in quella che viene definita finestra di opportunità, per riuscire ad alterare il decorso dell’artrite reumatoide.


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