Come prevenire il tumore al seno?

Marzo 5, 2019 by Monia0
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La tomosintesi è una innovativa metodica in grado di effettuare uno studio stratigrafico del seno, consentendo di individuare eventuali neoplasie allo stadio iniziale. Scopriamone insieme tutti i dettagli.

Il cancro al seno è quello che colpisce con maggiore frequenza le donne: circa 1:8. Ne consegue che la prevenzione riveste una importanza fondamentale; una diagnosi tempestiva è infatti in grado di rilevare il tumore allo stadio iniziale e di garantire – pertanto – un’alta possibilità di cura e sopravvivenza.

Fare prevenzione significa sottoporsi con regolarità ad accertamenti ad hoc, in base al personale livello di rischio. Alcuni fattori non modificabili, infatti, come l’età e la familiarità possono influire in maniera significativa sulla comparsa di questa patologia. Il rischio, lo ricordiamo, aumenta se a tali fattori si aggiungono quelli classificati come modificabili, come – ad esempio – uno stile di vita scorretto (si pensi al vizio del fumo, all’assunzione abituale di alcol, a una vita sedentaria, ecc.).

Dopo i 40 anni sono raccomandati accertamenti regolari ogni anno. Prima dei 40 anni sono raccomandate le ecografie da ripetere annualmente; per i soggetti a rischio, invece, può essere consigliata la mammografia anche prima dei 40 anni.

Gli strumenti della diagnosi tempestiva

I principali tipi di accertamenti, oltre alla visita senologica, per effettuare una diagnosi precoce erano – fino a qualche tempo fa – sostanzialmente due: la mammografia e l’ecografia mammaria.

La prima è un esame che impiega una bassa quantità di radiazioni ionizzanti e che studia sia la forma che la struttura del seno.

L’ecografia, invece, è un tipo di screening che utilizza gliultrasuonied è indicato per le donne che presentano un seno con elevata componente ghiandolare.

A questi tradizionali strumenti, di recente, si è aggiunta la tomosintesi.

Ma di cosa si tratta esattamente? La tomosintesi è un esame diagnostico che utilizza i raggi x e che fornisce una immagine tridimensionale della mammella, rendendo più facile l’individuazione di eventuali cellule tumorali.

Rispetto alla mammografia, a parità di dose consente di ottenere un maggior numero di informazioni ed è meno dolorosa, in quanto non richiede la forte compressione del seno per vedere meglio i tessuti. In merito all’efficacia bisogna dire che, mentre la mammografia mostra il seno in una sola immagine, la tomosintesi permette di acquisire le immagini da varie angolazioni, col risultato di rendere visibili i diversi strati di tessuto. Il risultato, pertanto, è più accurato e preciso e permette di individuare anche le più piccole lesioni che sarebbero potute sfuggire.

Infine va detto che l’elaborazione del referto richiede maggiore tempo, visto che la quantità di informazioni e di materiale da esaminare è di gran lunga maggiore e necessita, pertanto, di uno studio più approfondito.

Meglio la tomosintesi della mammografia: la conferma arriva dalla Svezia

Una ricerca svedese condotta su 7.500 donne dai 40 ai 74 anni di età, elaborata dall’Università di Lund, ha mostrato come la tomosintesi, nota anche come mammografia 3D, è in grado di rilevare circa il 40% in più dei tumori al seno, rispetto alla mammografia tradizionale. Si tratta – in effetti – del primo studio ad aver messo a confronto i risultati e l’efficacia di questi due tipi di accertamenti diagnostici.

Grazie alla sua affidabilità, la tomosintesi rappresenta la più grande scoperta degli ultimi 15 anni in tema di prevenzione del tumore al seno. La maggiore efficacia della tomosintesi rispetto alla mammografia tradizionale, per ora, è l’elemento più significativo della ricerca.

Ciò che ancora resta da chiarire meglio è la percentuale delle diagnosi errate, mentre per la mammografia si tratta di un dato noto: produce in media fino a un 20% di falsi positivi. Ci si chiede, inoltre, quale sarà il raggio di diffusione della nuova mammografia 3D, visto che l’esame diagnostico è più costoso rispetto all’esame tradizionale.

Le previsioni dei ricercatori dell’Università svedese di Lund, sono piuttosto positive: a loro avviso – infatti – la tomosintesi è destinata, nel giro di pochi anni, a diffondersi rapidamente, fino a diventare lo strumento di elezione per la rilevazione delle neoplasie al seno.

Questo – in realtà – è l’auspicio di tutti, in quanto l’utilizzo di tecniche all’avanguardia, nella diagnosi precoce, significa ridurre in maniera significativa la mortalità causata da questa tipologia di tumore.

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