Come controllare i noduli tiroidei con l’ecografia tiroidea con Color Doppler

Agosto 4, 2020 by Brunella0
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L’ecografia tiroidea con Color Doppler è lo strumento diagnostico necessario per la rilevazione dei noduli tiroidei: lo specialista più indicato per eseguire questo esame è il medico radiologo.

I noduli tiroidei rappresentano la patologia tiroidea più comune: si tratta di un’ipertrofia della ghiandola tiroidea che può arrivare anche ad alcuni centimetri di diametro, una formazione di forma rotonda che può essere cistica o solida.

I noduli tiroidei

Come ogni altra patologia a carico della tiroide, i noduli tiroidei sono più diffusi tra le donne che non tra gli uomini; tra i soggetti di sesso femminile di età compresa tra i 30 e i 59 anni è colpito il 6.4% delle persone. Va detto che la sua incidenza è con tutta probabilità ancora maggiore, tuttavia spesso non viene diagnosticata per la mancanza di sintomi: si è verificato che in quasi il 50% dei riscontri autoptici vengano rilevati dei noduli tiroidei.

I noduli della tiroide non neoplastici più diffusi sono costituiti da colloide e dalle cellule del follicolo tiroideo; essi vengono chiamati, pertanto, noduli colloidali.

A che cosa serve questo esame e come si svolge

Il ricorso all’ecografia tiroidea con Color Doppler è indispensabile per verificare con la massima precisione l’esistenza di una patologia a carico della tiroide; questo esame è molto importante per una diagnosi precoce, anche perché permette di identificare lesioni nodulari dalle dimensioni così ridotte da non poter essere riscontrate al tatto.

L’ecografia tiroidea con Color Doppler non provoca dolore né fastidi di altro genere; per l’esecuzione dell’esame il paziente deve essere sdraiato a pancia in su, con la testa rivolta all’indietro. Così, mentre il soggetto è in questa posizione, il medico radiologo può passare la sonda ecografica sulla pelle del collo.

Noduli tiroidei vascolarizzati e non vascolarizzati

Grazie all’ecografia tiroidea con Color Doppler si riscontrano le alterazioni strutturali della ghiandola e si monitora la vascolarizzazione della tiroide. A tal proposito ricordiamo che i noduli non vascolarizzati o con vascolarizzazione a livello perinodulare presentano un bassissimo rischio di malignità. Anche nel caso in cui la vascolarizzazione sia mista, ovvero intra e perinodulare, si ha a che fare solitamente con noduli benigni. La vascolarizzazione esclusivamente intranodulare, soprattutto se irregolare o a spot vascolari, invece, è ad alto rischio neoplastico.

I vantaggi offerti dal Color Doppler

Con l’aiuto del Color Doppler le ecografie tiroidee consentono di distinguere le lesioni cistiche e quelle solide, anche per individuare aspetti maligni che dovrebbero essere riscontrati il prima possibile. In più la tecnologia offre la possibilità di studiare con precisione varie patologie dei noduli della tiroide, per garantire una diagnosi. Insomma, l’ecografia tiroidea con Color Doppler è indispensabile in previsione di approfondimenti diagnostici successivi.

Le caratteristiche dei noduli tiroidei

Il cancro alla tiroide rappresenta l’eventualità più importante in caso di noduli tiroidei, ma è comunque estremamente rara dal momento che si riscontra in meno di 1 caso su 10 tra coloro che hanno i noduli. In altri termini, in circa il 90% delle situazioni i noduli sono formazioni non cancerose e, quindi, benigne. La proliferazione delle cellule del follicolo tiroideo è frequente per i noduli tiroidei non tumorali. Aggiungiamo l’informazione estremamente confortante che grazie alla terapia combinata chirurgica e radioterapica metabolica il cancro alla tiroide è forse una delle patologie che si cura meglio una volta fatta la diagnosi.

Si verifica una situazione di ipertiroidismo nel momento in cui l’ipofisi non riesce più a controllare un nodulo tiroideo e questo inizia a produrre da solo ormoni tiroidei, la cui quantità a quel punto diventa più elevata del normale: è ciò che avviene con l’adenoma di Plummer, o nodulo autonomo. Oltre ai noduli della tiroide vanno ricordate anche le cisti, che contengono spesso secrezione ematica e liquido. Ancora adesso, comunque, non sono ben chiare le ragioni per le quali i noduli della tiroide di tipo benigno si formano.

Solo nel caso in cui la patologia nodulare tiroidea comporta alterazioni dei valori circolanti di ormoni tiroidei si ricorre alla terapia medica che è il più delle volte una terapia sostitutiva, cioè di sostegno alla attività naturale della tiroide. Più raramente si intraprende invece una terapia farmacologica soppressiva.


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