Circolazione insufficiente agli arti inferiori: sintomi e rimedi

Luglio 19, 2019 by Cristiano Turchetti0
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Una circolazione insufficiente alle gambe si manifesta con sintomi inequivocabili e con evidenze che creano seri problemi estetici. Ciò è tanto più vero se si pensa che le persone più colpite da questi disturbi sono le donne. La manifestazione di un’insufficienza venosa, infatti, si manifesta con i capillari dilatati che, via via, possono formare vene varicose e varici. La circolazione superficiale appare, dunque, palpabile, più o meno estesa e dall’andamento tortuoso, su gambe che finiscono per essere non belle da vedere. Ma il problema non è solo estetico, perché la patologia – se trascurata – può diventare cronica ed aggravarsi, nei soggetti predisposti, dando vita a ulteriori complicazioni, come dermatiti, trombosi superficiali e flebiti.

I sintomi

Il disturbo circolatorio agli arti inferiori è segnalato da formicolio, crampi notturni, fastidi e irrequietezza motoria, in aggiunta ad un forte senso di pesantezza. Queste sono le prime spie che devono mettere in allarme, perché questi disturbi possono nascondere una vera e propria malattia del sistema venoso superficiale. Le vene varicose possono provocare anche stanchezza alle gambe, prurito e dolore, perché la circolazione – essendo concentrata negli arti inferiori – provoca l’allungamento delle vene, che tendono a ingrossarsi ed attorcigliarsi fra loro.

Le cause

La malattia varicosa è ereditaria, pertanto, la sua comparsa è maggiore negli individui che hanno familiarità col disturbo. Inoltre, ulteriori fattori sono la prolungata posizione eretta e l’ambiente caldo-umido. Queste sono le principali circostanze che causano la comparsa delle vene varicose. Coloro che svolgono un lavoro che richiede di stare per molte ore in piedi, sono predisposti a sviluppare tale disturbo. Però, anche le persone obese e gli sportivi possono sviluppare problemi della circolazione a carico degli arti inferiori.

I rimedi

Grazie alla microchirurgia, le singole vene varicose possono essere asportate e, grazie a tecniche innovative, le recidive possono essere trattate con laserterapia, radiofrequenza e altri trattamenti. Purtroppo, se la malattia è cronica, gli interventi non sono definitivi, nel senso che sono richiesti trattamenti ulteriori negli anni successivi e controlli programmati. Alcuni interventi possono essere realizzati senza anestesia e in modo lievemente invasivo. È il caso –ad esempio – del trattamento con colle ciano acriliche, cioè sostanze biocompatibili utilizzate nella flebologia. L’intervento può essere effettuato in qualsiasi periodo dell’anno e il paziente è subito dimesso appena dopo l’operazione, potendo ritornare quasi subito alle attività tipiche della sua vita. Questo particolare trattamento è indicato per coloro che presentano vene varicose superficiali o che non possono accedere alle procedure chirurgiche o agli altri interventi, a causa di condizioni particolari.

L’importanza della prevenzione

Individuare e saper riconoscere il disturbo in tempo, diventa cruciale per agire con anticipo sui suoi possibili sviluppi. È per questo che, in presenza dei sintomi tipici, la cosa migliore da fare è quella di contattare uno specialista, per escludere o confermare la diagnosi. L’ecodoppler venoso è il migliore strumento a disposizione per effettuare una diagnosi accurata. L’esame non è invasivo e non provoca dolore e lo specialista più indicato per svolgerlo è il medico radiologo.

La prevenzione, pertanto, gioca un ruolo fondamentale nel corretto trattamento delle patologie venose. Inoltre, è consigliabile di mantenere uno stile di vita sano e attivo e tenere sotto controllo il peso. In più, le donne non dovrebbero trascurare la propria sfera ormonale ginecologica, che influisce molto sulla circolazione venosa. Un accorgimento ulteriore è dato dall’uso delle calze elastiche. Queste, soprattutto se si è costretti per lavoro a restare molto tempo in piedi, forniscono un valido aiuto per limitare il gonfiore e ridurre il dolore. Le calze elastiche, infatti, comprimono le vene impedendo la loro distensione e la comparsa di dolore e sono indicate anche per quei soggetti che non vogliono o non possono sottoporsi a chirurgia o a terapia sclerosante. I fastidi del deficit da circolazione alle gambe possono essere alleviati sollevando le gambe da una posizione distesa, oppure utilizzando un poggiapiedi da seduti. In ogni caso, questi accorgimenti non prevengono la formazione di nuove vene varicose, ma agiscono solo sulle vene già esistenti.


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