Che cos’è l’ecocardiografia e a cosa serve

Maggio 29, 2020 by Brunella0
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Che cos’è l’ecocardiografia e a cosa serve? Si tratta di un esame che consente di verificare lo spessore delle pareti del cuore, sia nel caso di atrofia che nel caso di ipertrofia.

Per generare le immagini del cuore vengono adoperati gli ultrasuoni. Con l’ecocardiografia è possibile ottenere informazioni riguardanti infarti o ischemie, grazie a immagini dei grandi vasi e delle valvole cardiache.

L’esame è in grado di assicurare una stima della pressione venosa centrale e della pressione arteriosa polmonare.

Vi si ricorre, inoltre, allo scopo di verificare il riempimento diastolico del ventricolo sinistro e la funzione sistolica, così da poter giungere a una valutazione di insufficienza aortica grave, di pericardite costrittiva, di scompenso cardiaco grave, di cardiomiopatia restrittiva, di cardiomiopatia ipertrofica o di ipertrofia ventricolare sinistra.

L’ecocardiografia con contrasto

L’ecocardiografia con contrasto viene effettuata mentre nella circolazione del cuore viene infuso un agente di contrasto ecografico, come per esempio una soluzione fisiologica emulsionata, in tempi rapidi.

Grazie alla soluzione fisiologica emulsionata si formano delle bolle di dimensioni microscopiche, per effetto delle quali nelle cavità cardiache di destra viene generata una nuvola di echi; nel caso in cui vi sia un problema del setto interventricolare, queste bolle si mostrano nelle camere cardiache di sinistra.

Nella maggior parte dei casi le microbolle non passano attraverso il letto capillare polmonare. Per delineare il ventricolo sinistro e più in generale le camere cardiache si adopera un agente particolare, l’albumina in microbolle, che essendo capace di attraversare il letto capillare polmonare è in grado di arrivare alle strutture di sinistra del cuore una volta che è stata iniettata in endovena.

Che cos’è l’ecocardiografia a sezione trasversale

L’ecocardiografia con contrasto non è altro che un tipo particolare di ecocardiografia transtoracica bidimensionale.

Quest’ultima, nota anche come ecocardiografia a sezione trasversale, è quella che viene impiegata più di frequente. Si ricorrere alle ecocardiografie con contrasto e a quelle con doppler spettrale unicamente nel caso in cui si abbia bisogno di informazioni supplementari.

Quando, invece, l’obiettivo è quello di valutare la valvola mitrale nella prospettiva di una correzione chirurgica, si fa riferimento all’ecocardiografia tridimensionale.

Il tissue doppler imaging

Se si ha l’esigenza di misurare la velocità di contrazione del tessuto miocardico ci si serve delle tecniche doppler della caratterizzazione doppler tissutale, conosciuta come tissue doppler imaging.

Tale metodo permette di ottenere dati che poi vengono impiegati per calcolare la velocità di deformazione miocardica e la deformazione miocardica: il tasso di variazione in lunghezza nel primo caso e la variazione percentuale in lunghezza tra contrazione e rilassamento nel secondo caso.

Sia le misure di velocità di deformazione che la deformazione offrono un prezioso supporto per l’identificazione di ischemia in occasione delle prove di stress e per la valutazione della funzione sistolica e diastolica.

L’ecodoppler spettrale

Grazie all’ecodoppler spettrale si ha l’opportunità di registrare il tipo, la direzione e la velocità del flusso ematico.

Si tratta di una tecnica che viene chiamata in causa quando devono essere identificate delle anomalie di velocità o di flusso; le prime possono essere causate da stenosi, mentre le seconde sono dovute a insufficienza.

Va detto, però, che con l’ecodoppler spettrale non si hanno informazioni spaziali a proposito della forma del cuore, delle sue dimensioni o delle sue strutture.

Come funziona l’ecocolordoppler

Nel momento in cui l’ecografia bidimensionale si abbina con l’ecodoppler spettrale si ha l’ecocolordoppler, che serve a ottenere informazioni sulle strutture del cuore, sulla sua forma e sulle sue dimensioni, ma anche sulla direzione e sulla velocità del flusso di sangue tramite i tratti di efflusso e le valvole.

Al fine di indicare le informazioni del flusso del sangue si usano i colori: in particolare il blu corrisponde al flusso che va in direzione opposta alla sonda, mentre il rosso segnala il flusso che procede in direzione della sonda.

Leggi anche quali sono le differenze tra un ecocolordoppler e un ecocardiogramma


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