Che cos’è e come funziona la teleradiografia del cranio

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La teleradiografia del cranio è uno studio radiografico della testa, che ha lo scopo di analizzare il profilo e le ossa del massiccio facciale. L’esame in molti casi è indicato per bambini e ragazzi, e permette di scoprire alterazioni dello splancnocranio o malocclusioni dentali. Lo specialista odontoiatra, inoltre, tramite la teleradiografia ha la possibilità di effettuare misurazioni di angoli in modo da correggere i difetti individuati. Il dispositivo di emissione dei raggi X deve essere collocato a circa 1,80 m dal piano in cui si forma l’immagine. Lo specialista deputato alla refertazione di questo esame è il medico radiologo.

Ci sono rischi per chi si sottopone alla teleradiografia?

Prima di eseguire l’esame, che ha una durata di una decina di minuti, non c’è bisogno di alcuna preparazione specifica. I genitori dei bambini e degli adolescenti che si sottopongono alla teleradiografia potrebbero essere titubanti in considerazione dell’esposizione alle radiazioni. Tuttavia è bene sapere che al giorno d’oggi le quantità di radiazioni che vengono impiegate per lo studio radiologico del cranio risultano molto più basse rispetto a quelle che erano utilizzate fino a una ventina di anni fa: l’evolvere delle tecnologie, infatti, ha reso possibile il ricorso a dispositivi che riducono tali radiazioni. Benefici significativi, inoltre, sono derivati dalla radiologia digitale.

Gli effetti collaterali della teleradiografia

Il ricorso a un teleradiografo di tipo digitale diretto consente di minimizzare i rischi; ovviamente è opportuno che esso sia manovrato e gestito da personale qualificato e dotato di tutte le competenze indispensabili per l’ottimizzazione della dose di radiazioni che vengono somministrate, tenendo conto della necessità di proteggere il cristallino e la tiroide, che sono le parti del corpo più radiosensibili. Solo una valutazione accurata da parte dello specialista odontoiatra e del medico otorinolaringoiatra permette di stabilire se vi sia realmente l’indicazione clinica allo svolgimento di questo esame radiologico.

Come si svolge la teleradiografia nei bambini

La teleradiografia del cranio può essere considerata un esame un po’ particolare, nel senso che presuppone da parte del paziente una certa collaborazione. Proprio per questo motivo, nel caso di bambini piccoli ci potrebbero essere delle difficoltà, visto che ai pazienti viene richiesto di rimanere perfettamente immobili e di garantire una occlusione dentaria ottimale.

Come si può intuire, nei bambini un po’ più “scalmanati” o semplicemente impauriti dall’esame può accadere che non vi sia la massima collaborazione: così, anche un movimento di un secondo può compromettere l’efficacia della teleradiografia, perché l’immagine che si ottiene risulta non corretta o neppure leggibile. Ecco spiegato il motivo per il quale a volte ci può essere la necessità di ripetere l’esame.

Il personale sanitario impone la ripetizione dell’esame nel caso in cui sia stata ottenuta un’immagine non diagnostica, e cioè tale da non permettere le misurazioni necessarie a scopo terapeutico.

La teleradiografia del cranio sui pazienti minorenni

Trattandosi di prestazioni radiologiche è sempre richiesto il consenso di mamma e papà: se il bambino è accompagnato solo da uno dei due genitori ci deve essere anche il consenso dell’altro. Se il paziente è accompagnato da fratelli o sorelle (maggiorenni) o nonni, è comunque indispensabile il consenso di entrambi i genitori con tanto di delega scritta.

Perché c’è bisogno della teleradiografia del cranio

Grazie a questa radiografia della testa è possibile ricavare un’immagine che garantisce l’analisi cefalometrica, cioè l’esecuzione di misurazioni delle caratteristiche e delle strutture del cranio. Sono tre le angolazioni da cui la teleradiografia del cranio può essere eseguita: quella assiale, quella postero-anteriore e quella latero-laterale. Quest’ultima è quella che viene adoperata più di frequente ai fini dell’analisi cefalometrica. Gli odontoiatri si servono di questo esame per verificare la correttezza di tutte e due le arcate dentarie dei pazienti: occorre capire, infatti, se i denti si trovano nella posizione più appropriata rispetto alle ossa. In caso di morso inverso o di malocclusione, a quel punto, si può intervenire con più facilità e precisione.


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