Alluce valgo: tutto quello che devi sapere

Ottobre 22, 2019 by Cristiano Turchetti0
alluce-valgo.png

Ben lungi dal rappresentare unicamente un difetto di carattere estetico, l’alluce valgo è a tutti gli effetti un problema di salute, una patologia che nel caso in cui non venga curata è in grado di compromettere la capacità di camminare di chi ne soffre.

Intervenire in tempi rapidi, quindi, è fondamentale per evitare dolori intensi e un bel po’ di fastidi. Quando si parla di alluce valgo si fa riferimento a una deformazione che interessa il piede, e in particolare l’articolazione che coinvolge il metatarso e la falange. Il valgismo, da cui deriva il nome, è una deviazione laterale del primo dito del piede.

Perché viene l’alluce valgo

Nella maggior parte dei casi la deformazione dell’osso si accompagna a uno stato infiammatorio che coinvolge la borsa mucosa situata alla base dell’impianto. Il piede cavo e il piede piatto sono due delle cause possibili per l’alluce valgo, e son di origine genetica. A volte, però, questo problema è il risultato di abitudini non corrette, come per esempio l’impiego di scarpe sbagliate.

Le ricerche sembrano dimostrare il carattere ereditario dell’alluce valgo, a maggior ragione nel caso in cui il disturbo si presenti già in età adolescenziale, ma certo è che a parte i fattori genetici la causa principale della deformità va individuata nel ricorso a calzature non ergonomiche. Accade, così, che l’alluce si sposta in modo graduale in direzione delle altre dita.

Alluce valgo: quali esami bisogna fare

Una prima visita diagnostica serve al medico per verificare le condizioni del piede e per provvedere a una valutazione accurata. Il paziente viene osservato prima mentre si mantiene in posizione eretta, per poi essere fatto camminare: in questo modo è possibile monitorare il modo in cui l’avampiede e il retropiede si appoggiano.

Dopo la visita iniziale, può esserci bisogno di una radiografia, effettuata con il paziente in piedi: ciò permette di valutare la patologia sotto carico. Non è detto, però, che non siano necessarie altre indagini di carattere strumentale: a seconda dei casi si potrò optare per una tac o per una ecografia.

Come si cura l’alluce valgo

Per valutare le condizioni del piede, come si è visto, sono indispensabili degli esami diagnostici accurati, che devono essere eseguiti dal medico radiologo, lo specialista più appropriato per tutti gli accertamenti. Solo dopo è possibile individuare un piano terapeutico adeguato, che dovrà essere studiato su misura e dovrà prendere in considerazione molteplici aspetti, a cominciare dallo stile di vita seguito dal paziente.

Le abitudini quotidiane e la tipologia di scarpe che vengono calzate tutti i giorni possono incidere sulla scelta della terapia migliore. Tuttavia, può accadere che le misure conservative adottate non riescano a garantire i risultati auspicati: qualora il paziente dovesse continuare a sentire dolore, non ci sarebbe strada alternativa all’intervento chirurgico.

L’operazione chirurgica per risolvere il problema dell’alluce valgo

Al giorno d’oggi in genere l’operazione chirurgica per cui si opta allo scopo di eliminare il problema dell’alluce valgo è la PBS, che ha il pregio di essere poco invasiva. Si tratta di una tecnica percutanea che prevede il ricorso a frese di piccole dimensioni come quelle che vengono utilizzate in ambito odontoiatrico, e che vengono inserite nel piede dopo aver eseguito incisioni non più larghe di 3 millimetri. La mancanza di fili, viti e altri elementi di sintesi favorisce una guarigione più rapida e, soprattutto, più in linea con le necessità del piede.

Chi soffre di alluce valgo: le donne più degli uomini

L’alluce valgo tende a colpire le donne in misura nettamente superiore rispetto agli uomini: il rapporto è addirittura di 15 a 1 a sfavore delle esponenti del gentil sesso. Per altro, si ritiene che nel nostro Paese il problema coinvolga 4 donne su 10, con una maggiore diffusione tra le donne tra i 40 e i 60 anni di età, spesso in associazione con l’artrosi. Va detto, comunque, che il disturbo si può presentare anche prima, con forme giovanili che compaiono già a partire dai 20 anni.


Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *


©2018 Diagnostica Clinical Medical Consulting S.r.l. - P.IVA 01179560774

WhatsApp chat